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Gastronomia

L’arte gastronomica del paese è basata su alimenti semplici e gustosi, ricchi di condimento. Questi cibi s’accompagnavano con vini pregiati prodotti localmente, gli stessi che oggi fanno di Cirò luogo rinomato in tutto il mondo per l'eccellente e pregiata qualità del vino D.O.C, apprezzato dovunque e prodotto con uve gaglioppo e greco bianco. Ma quest’angolo del Marchesato conserva ancora a tavola, nella memoria, il ricordo delle cruente incursioni saracene, chiamando “saraciniscu” l’anguria, frutto i cui semi furono introdotti per la prima volta in Calabria dai Saraceni, approdati sulle coste cirotane nel sec. XVI.

 

Baccalà con peperoni, gustoso piatto tradizionale che i contadini solevano portare in campagna, "a spisa", nel periodo della vendemmia. Ai due ingredienti principali - baccalà e peperoni - si aggiunge solo olio e sale, ed è subito pronto da mangiare.

 

Pipi e' filari, squisita ricetta che si prepara in questo modo: si fanno bollire i peperoni a parte, poi si mettono in padella insieme a code di cipolla e a metà cottura si aggiunge la salsa di pomodoro.

 

Sardi a' jotti, famoso e succulento modo di cucinare questo tipo di pesce, molto semplice da preparare, si fa friggere il tutto in olio, aceto, origano e pepe rosso piccante e si porta in tavola.

 

Sardi frischi cu pipu friscu, si mette in padella l'olio, poi il pesce, il sale, infine l'uovo; il risultato è una frittatona da mangiare con molto pane. Questo piatto è anche conosciuto come “catamascia ccu pipi frischi”.

 

Pollo ripieno, prendere un pollo intero e togliere completamente le ossa, aprire delicatamente e riempire con uova sode fatte a pezzi, caciocavallo, pepe nero, salvia, rosmarino, aglio tritato e sugo di pomodoro. Richiudere il pollo in modo meticoloso, cucendolo con ago e spago, e lasciare in forno per un'ora e mezza circa (in passato si cuoceva nel forno a legna).

 

Cannaruzzuni, particolare tipo di pasta molto usata nei matrimoni che si festeggiavano in casa, preparata in una teglia di lamiera alta tre centimetri con l'aggiunta di carne macinata, uova sode, sugo, pepe nero, peperoncino piccante, da infornare e mangiare.

 

Maccarruni a ferretti, pasta fresca preparata in casa con farina e acqua, aiutandosi con un ferro da maglia per srotolare e allungare meglio il composto. Da condire con abbondante ragù di carne di maiale.

 

Pasta ccu sardi, è un primo molto gustoso, mentre cuociono gli spaghetti, si fa friggere in una padella con olio d'oliva e aglio schiacciato, il pesce privato precedentemente della lisca, si fa abbrustolire a parte mollica di pane raffermo; sugli spaghetti scolati si aggiunge l'olio con le sarde e l'aglio, la mollica, un pizzico di pepe rosso, si mescola tutto velocemente ed è pronto.

 

Pasta cavulujuri e mullica i pani, pasta, cavolfiori e mollica di pane. E' un piatto semplice e povero. Veniva preparato dai contadini con gli ingredienti che si trovavano in casa, a portata di mano. E’ ancor oggi diffuso in tutta la zona e si prepara in questo modo: si lessano i cavolfiori, si scolano e si tagliano a pezzetti. A parte si prepara la salsa facendo imbiondire l'aglio nell'olio; si aggiungono poi i cavolfiori, il peperoncino e la mollica di pane. Si lascia insaporire il tutto per pochi minuti e si condiscono gli spaghetti precedentemente lessati.

 

Zuppa i ciciri e scarola, zuppa di ceci con scarola; è una delle minestre più diffuse nelle nostre campagne. Si prepara soprattutto in inverno, utilizzando la tradizionale pignata di terracotta cuocendo i ceci con acqua e sale a fuoco lento (dopo averli messi a mollo per 12 ore). In un altro recipiente si prepara un soffritto con olio, guanciale battuto finemente, aglio schiacciato e peperoncino, si fa rosolare e si aggiunge la scarola lavata e spezzettata. Si copre il tutto con acqua bollente, quando è cotta si unisce il pane raffermo a pezzetti e si versa nel recipiente con i ceci. Si lascia insaporire il tutto e si serve aggiungendo un filo d'olio crudo.

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