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LUIGI LILIO

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Cinquecentenario della nascita di Luigi Lilio

Assessore Damiano Guagliardi


Damiano Guagliardi Assessore Turismo e Beni Culturali Regione Calabria

Mi capita spesso di ricorrere ai nomi delle grandi personalità nate in questa regione per stimolare nei nostri giovani la convinzione che la Calabria è una terra che ha generato e genera grandi intelligenze e grandissimi uomini. E spesso dico ai giovani che la Calabria uscirà dal tunnel della mediocrità solo se le nuove generazioni sapranno ispirarsi all’insegnamento e alla forza di queste personalità per  battere il male oscuro che definiti gruppi di potere alimentano nella politica e nell’economia calabrese. Non c’è speranza per progredire se non c’è un’idea forte che supporti i sogni del  cambiamento e della rinascita collettiva.
Luigi Lilio, uomo di Calabria, nato cinquecento anni fa sulle colline più belle dell’antica Magna Grecia è sicuramente una delle grandi personalità alla quale devono ispirarsi non solo i figli di questa nostra regione, ma anche le classi dirigenti per pensare in quale habitat culturale e storico si è sviluppata la vita millenaria della nostra terra.
Ho conosciuto la figura di Luigi Lilio durante una mia visita istituzionale al Sindaco di Cirò Superiore, una cittadina che spesso associamo al vino e alla sua economia vitivinicola, all’antica tradizione delle Olimpiadi greche durante le quali gli atleti in competizione si rinfrescavano col nettare proveniente dalla Calabria; una cittadina in cui le tracce dell’antica Magna Grecia e degli stessi Bruzi sono tangibili e vive, dove dalle sue colline si può non solo ammirare l’azzurro dello Ionio, ma arrivare con lo sguardo oltre la Calabria e vedere l’antica Magna Grecia tarantina.
A Cirò si vedono le mura dell’antico castello in cui Lilio visse, e appunto per programmare un intervento di recupero per questo edificio mi sono recato nella cittadina crotonese. Il Sindaco e i suoi collaboratori hanno apprezzato subito la mia presenza e il mio interesse per il castello, ma quello che più di ogni altra cosa mi ha colpito positivamente è stata la passione con la quale mi hanno illustrato l’evento che ricorre quest’anno e con la quale, nel giro di pochi minuti mi hanno fatto conoscere il personaggio di Lilio, colui che era stato chiamato in Vaticano per elaborare il calendario gregoriano che è tuttora vigente. E mentre il Sindaco mi rappresentava le ricerche condotte negli anni precedenti, le relazioni del mondo scientifico, e mentre mi parlava dell’interesse del professor Zichichi e mi mostrava le fotocopie di un testo molto raro, conservato nella biblioteca vaticana, pensavo alla grandezza di questa regione nel momento in cui aveva partorito un uomo, un’intelligenza, uno studioso con il quale quasi tutto il pianeta si confronta quotidianamente, pensavo ai tempi scanditi dal calendario di Lilio, dalla storia da esso codificata, alla vita quotidiana di miliardi di persone regolamentati da secondi, minuti, ore e giorni codificati da Luigi Lilio. Mentre pensavo mi chiesi: può un Governo Regionale non riconoscere simile personalità? Ci possiamo permettere il lusso di non far conoscere ai calabresi e ai figli dei calabresi questo orgoglio tutto nostro?
Dopo le parole entusiaste del Sindaco altro non ho potuto dire se non che le celebrazioni del cinquecentenario della nascita di Lilio non potevano rimanere isolate nello sforzo dell’amministrazione comunale.
Lilio è sì figlio di Cirò, ma egli è soprattutto figlio della Calabria, della sua storia, del suo pensiero millenario; Lilio dovrà diventare un simbolo per i giovani, un modello a cui ispirarsi.
Anche egli fu un emigrante, ma emigrò per trasferire i suoi saperi in una sfida planetaria. È il figlio di una Calabria repressa dai poteri medievali, una Calabria in crisi perché la sua storia antica, quella greca di Pitagora o di Sibari e quella greco – bizantina di Barlaam e di Leonzio Pilato, veniva recisa alle radici e gli veniva imposta una cultura straniera, quella latina che gli era nemica. Nonostante questo, nel secolo in cui visse Lilio, la Calabria accoglieva i migranti di allora, apriva le braccia ai valdesi perseguitati per il loro credo, accoglieva migliaia di albanesi che qui venivano per ricostruire l’economia di una regione distrutta dalle pestilenze e dai terremoti. La Calabria di ieri accoglieva il mondo, come quella di oggi, e, come ieri c’era qualcuno che tentava di distruggere l’immagine di accoglienza di questa regione, così oggi i poteri oscuri, che hanno creato la brutta pagina di Rosarno, vogliono distruggere l’immagine della Calabria.
E allora figure come Luigi Lilio, Francesco di Paola, Gioacchino da Fiore, Telesio, Campanella, Mattia Preti, per non citare le glorie dell’antichità o le grandi personalità dell’ottocento e del novecento, rappresentano l’orgoglio Calabria e la via maestra da seguire.  Le celebrazioni di Luigi Lilio saranno anche l’occasione per parlare di questa Calabria e per dire al mondo che questa è una Regione viva e prolifica di intelligenze. Però esse non possono rimanere fine a se stesse, sul personaggio Lilio bisogna costruire una dimensione didattica oltre che un’attrazione turistica, da quest’ultimo punto di vista ho preso la decisione di promuovere le celebrazioni alla prossima Borsa Internazionale del Turismo che si svolge a Milano dal 18 al 21 Febbraio. Infine, dobbiamo tentare di dare una casa, possibilmente il castello in cui si conserva la stella sulla quale Lilio ha fatto i suoi calcoli astronomici, in cui mettere tutto ciò che è possibile ritrovare e ricostruire del suo lavoro di scienziato e aprire questo luogo alla scuola e ai saperi per ribadire la grande attualità di un uomo che ha regolato da cinque secoli il percorso della storia e tutt’oggi determina la nostra vita.
 

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